L’inferno logaritmico e il valore assoluto nel linguaggio dei meme

Tempi Moderni

Pensiero e realtà contemporanea

Ho visto un post fantastico del gruppo Facebook Matematica & Aneddoti, a cui mi sono ovviamente iscritto.
L’autore Johnny ha solo aggiunto: “Voi dove vi collocate?

Il meme¹ è potente perché mostra senza spiegare, mette in scena senza argomentare, permette di riconoscersi senza convincere.

Ma questo funziona solo se condividi il codice. Parliamo di una forma comunicativa contemporanea di linguaggio.

È comunicazione ad alta densità. Poche parole, nessuna spiegazione, molto significato. Ma solo per chi sa dove guardare.

Nelle community questo è normale. L’implicito è una soglia. Se serve spiegare, non sei ancora dentro.

Ma non c’è volontà di esclusione: se ti sforzi di capire, le porte sono aperte: Inferno, Purgatorio o Paradiso?

I social amplificano questo meccanismo, che in questo caso si serve di linguaggi condivisi.

Più il gruppo è definito, più il messaggio può essere rapido, implicito, efficace.

Qui entra la parte visiva. Il meme usa una scena semplice: paradiso, inferno, una fila. Sostituisce il ragionamento con un’immagine.

La metafora fa il lavoro che altrimenti farebbe una spiegazione lunga.

Si aggiunge l’ironia. L’errore è comune — la fila è lunga — ma nessuno si riconosce tra quelli in coda².

È un incastro perfetto: comunità e interesse condiviso, immagine, ironia. È così nerd!

E poi rende leggero qualcosa che, detto in altro modo, sarebbe tecnico e poco accessibile.

Vale la pena chiedersi se questo linguaggio possa uscire da queste comunità per entrare in scuole, università, ovunque si faccia formazione.

Non per sostituire la spiegazione, ma per aprirla, ottenere l’attenzione, divertire.

Sarebbe un ingaggio furbo.

 

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NOTE

(1) Questo non è un meme in senso stretto, non ci sono imitazione e ripetizione. È più una metafora visiva, anche se più complessa di altre.

(2) Quello che c’è a sinistra dell’uguaglianza è definito in ℜ-{0}, ma quello che c’è a destra nel logaritmo deve essere positivo ]0, +∞[, per questo va considerato in valore assoluto: in questo modo l’uguaglianza vale sempre ∀ x ∈ ℜ-{0}.

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