Il Marketing e la Passione di Cristo

Tempi Moderni

Pensiero e realtà contemporanea

Il Venerdì Santo —  Passione di Cristo — è il giorno del processo, la via crucis e la crocifissione di Gesù.

In questo giorno l’algoritmo di Facebook mi ha mostrato un post sponsorizzato di labibbiafacile.it.
Mi ha ricordato che la fede è una manna dal cielo (per il marketing).
E che la Passione di Cristo converte da paura.

Si può vendere tutto, anche Dio. Basta usare il linguaggio, il tono e le leve giuste.
E no, non parlo della tanto vituperata Chiesa cattolica, che questa volta non c’entra nulla.

In verità è da tempo immemore che si vendono il sacro e il mistero, non è una novità.
A destare la mia attenzione, però, non è ciò che vende BibbiaFacile, ma come lo vende.

Non c’è liturgia e neppure un tono solenne, d’accordo, ma la comunicazione non è da venditore improvvisato.
Ciò che vedo è psicologia applicata alle vendite, leve pure, tecnica da conversione, probabilmente un funnel.

E allora immergiamoci nel mondo profano del marketing.

La costruzione è lineare, parte dal problema:

Hai provato tante volte a leggere la Bibbia… ma è difficile.

Tradotto: non è colpa tua.
Sollievo immediato.

Si passa alla soluzione, sottoforma di promessa:

Capire la Bibbia ora è facile

Soluzione immediata. Facile, pulito, diretto.

Poi arriva la scorciatoia che fornisce argomenti utili a convincere: mappe mentali, sintesi, struttura chiara.
Poche parole, nessun carico cognitivo.
È la parte descrittiva che si traduce così: ti eviti la fatica della comprensione.

Quindi arriva la più classica delle leve: l’urgenza.
Ultima occasione”, “Offerta limitata”, “Countdown”.
Il Vangelo secondo il timer.

E giungiamo al momento del miracolo: il prezzo, ovviamente scontato.
27 €, il 78% in meno.
La salvezza a buon mercato. Pagabile anche con PayPal.

E ci fossero ancora dubbi? Non sia mai. Perciò segue la rassicurazione.
10 minuti al giorno”, “Accesso immediato”, “60 giorni soddisfatti o rimborsati”.
La fede, ma con la garanzia.

Ma che fede sarebbe senza testimonianza?
Le chiamano recensioni, ma funzionano come testimonianze.

Nella fede la testimonianza è centrale: alcuni raccontano, altri trovano in quei racconti la strada e la conferma.
Nel marketing è la stessa cosa: qualcuno ha già comprato, quindi puoi fidarti.

Non devi verificare, non devi capire fino in fondo.
Devi solo pensare: se ha funzionato per loro, funzionerà anche per me.
È social proof, ma suona molto più antico e funziona sempre.

Chiara, Verona. Lucia, Bari.
Hanno foto reali, nomi comuni, problemi come tutti.
Prima mi perdevo…”, “Ora capisco subito…”.

Non stanno vendendo un prodotto. Stanno mostrando una trasformazione.
Prima c’era confusione, dopo chiarezza.
È lo schema più antico del mondo. Solo che qui è impaginato bene.

Funziona perché è facile riconoscersi.
Non ti stanno più vendendo una guida, ma una versione futura di te stesso.

Il fatto che questo contenuto appaia nel feed proprio il venerdì prima di Pasqua non è un caso.
Il Giorno della Passione è il momento più carico di significato, simbolico ed emotivo.
Il contesto-momento amplifica tutto e lo rende più efficace.

Siamo davanti né più né meno che a marketing, tempestivo e ben eseguito.
Hanno scelto il momento in cui sei più sensibile, ricettivo e vulnerabile.

Questo è il marketing, né buono né cattivo.
E, se impari a conoscerlo, ti fotte un po’ meno.

La BibbiaFacile psicologia per le vendite

La BibbiaFacile leve di marketing

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